Junk food: il cibo spazzatura fa riflettere anche in Italia

Oggi su Repubblica è apparso un articolo molto interessante: parla del cibo spazzatura e della percentuale sempre crescente di adulti e bambini obesi nel nostro paese. Il Ministero della Salute sta infatti pensando di tassare, come già accaduto in paesi come Francia e Stati Uniti, quei prodotti industriali sovraccarichi di grassi, zuccheri o troppo salati . In Francia sono stati tassate con un aumento dell’iva alcune tipologie di snack, in America le bibite gasate e in Gran Bretagna sono state vietate le pubblicità di merendine su tv e giornali. Il problema del sovrappeso e di tutte le patologie ad esso correlate inizia a farsi sentire, sulla spesa pubblica per la salute, nelle tasche della maggior parte degli stati. In Italia poi vantiamo il primato di bambini obesi nella fascia di età tra i 6 e i 9 anni, rispetto al resto d’Europa.
Questi sono i dati eclatanti, conclamati, senza soffermarsi su tutti i problemi di salute che genera indirettamente una dieta scorretta e poco attenta alla qualità degli alimenti. E’ strano come per la maggior parte delle persone la salute sia scollegata dalla dieta quotidiana: è così per gli ipertesi, per i diabetici, per quei genitori i cui bambini sono perennemente malati e consumano una media di 4,5 confezioni di antibiotici l’anno, per chi è sempre stanco, per chi è depresso, per chi soffre ripetutamente di infiammazioni agli organi interni, per chi non digerisce il cibo che mangia e deve integrare la maggior parte dei pasti con un alkaseltzer….
Ricette: La colazione di S. Stefano (centrifugato, crema salata d’avena, avocado al cumino, caffè speziato di cereali)
Come ogni anno arriva il Natale con le sue giornate turbinose e allegre, e come ogni anno arriva il 26… giorno di riposo e tranquillità.
Questa mattina mi sono svegliata un po’ sofferente… mal di testa, la gola arrossata e bruciante, quel formicolio dentro al naso… i sintomi del raffreddore galoppante. Sono rimasta lì nel letto a coccolare quel malessere fisico al caldo della gioia interiore.
Che bello una giornata lenta e tranquilla…. senza null’ altro da fare che ascoltarsi. Prendersi cura di sè, volersi bene. È proprio la giornata ideale per farlo. Alberto si è alzato per primo e ha preparato un tè verde…. me l’ha portato a letto… che lusso sublime. Poi, dopo i riti di inizio giornata, ho preparato la colazione, che data l’ora, definirei più un brunch.
Ricetta: Granella strepitosa (di fiocchi d’avena &Co.)
All’inizio dell’autunno, mentre preparavamo il corso di cucina fatto a ottobre, cercavamo qualcosa di sfizioso per la colazione e tra le varie ricette lette, provate, aggiustate e modificate, ne abbiamo messa a punto una che secondo noi, e secondo tutti quelli che la assaggiano, è strepitosa e… può indurre una certa dipendenza! E devo ammettere che in casa mia, dopo qualche giorno di assenza, la granella viene invocata a gran voce da tutti e tre i miei “coinquilini”.
E’ veloce da preparare, si conserva perfettamente per un paio di settimane (chiusa in un vaso, al riparo dall’umidità dell’aria) ed è davvero buona e versatile. Ha tutte le caratteristiche per essere uno di quei preparati che ti rimettono di buonumore quando sei un po’ giù. Mentre cuoce un profumo dolce e avvolgente riempie la casa. Spesso io la preparo dopo cena e la metto in forno quando i bambini vanno a letto; nell’attesa di addormentarsi commentano: “mmhh mamma che profumo di granella… domattina a colazione la posso mangiare?!?!”.
Il cuoco egoista
Questo week-end è stato ricco di momenti di condivisione… di momenti emozionanti che ci sono stati regalati dall’imminente Natale in arrivo… Come genitori della scuola Steiner-Waldorf di Reggio Emilia siamo stati invitati dal nostro collegio insegnanti alla consueta recita di Natale sulla Natività. Ogni anno questa rappresentazione, messa in scena proprio da loro insegnanti, è un momento toccante, che puntualmente mi fa versare qualche lacrima e che serve ad ognuno di noi, piccolo o grande che sia, per scuoterci un po’ nel ricordarci che è proprio quasi Natale!!
Poi, il giorno successivo, domenica, siamo stati deliziati da uno spettacolo di danze, canti e musica preparato impeccabilmente dalla classe del mio bimbo, guidata dalla super maestra Micol. Abbiamo condiviso pranzi, merende e come al solito, ogni volta che ci si ritrova insieme, si mangia, si sperimentano ricette e si parla (tanto) di cucina.
Il periodo più duro dell’anno….
Come ogni anno, dicembre è per me un periodo molto difficile. Nonostante convogli nel Natale, arrivarci è sempre cosa dura.

Vivo il periodo pre-natalizio con un senso di abbandono…è come se mi sentissi sola e nuda, al freddo, affamata di tepore. Quando questa sensazione arriva, ogni anno, anche se ormai ho imparato a riconoscerla, continua a toccarmi profondamente e si riflette su tante azioni e stati d’animo quotidiani. Divento più inconcludente, faccio molta fatica a dare un senso alle cose che mi trovo costretta a portare avanti, mi perdo in introspezioni lente e poco proficue e perdo gran parte della mia voglia di cucinare. Se poi il tutto viene condito da una sindrome premestruale importante come quella che sto vivendo da 2 giorni a questa parte, le cose si mettono molto male… sopratutto per figlio, cane e marito…Per intenderci, non è auspicabile inventare nessuna ricetta, cimentarsi in preparazioni laboriose, invitare gente a cena…è possibile solo cucinare quei piatti che entrano in automatico e che le mani portano avanti da sole senza una connessione diretta col cervello. Stasera infatti sono arrivate le intramontabili cotolette di seitan con patate arrosto e una crema di finocchi al parmigiano.
Ricetta: Risotto al latte di mandorle con spinaci
Questa sera ho deciso di
utilizzare del latte di mandorle che avevo in frigo per preparare un delizioso risotto agli spinaci un po’ diverso dal solito… Il latte di mandorle e’ un ingrediente a mio avviso straordinario, in quanto, oltre a essere estremamente nutriente (prezioso per i suoi micronutrienti, per la sua componente vitaminica e di acidi grassi insaturi), e’ molto versatile e puo’ essere utilizzato sia in piatti dolci che salati. Io ho utilizzato quello che vedete qui a fianco; è la versione non dolcificata. Ne esite anche una versione dolcificata con succo d’uva, che però io non utilizzo quasi mai.
A dirla tutta, è fonte di grande soddisfazione quando il latte di mandorle viene preparato in casa, direttamente da noi! La spiegazione di come auto-produrne uno delizioso la pubblicherò prossimamente, in un altro articolo….
Svezzamento e alimentazione nell’infanzia: Teniamo deste le coscienze
Un articolo apparso un mesetto fa su “Il fatto alimentare“, un sito che si occupa di sicurezza alimentare e non solo, ha attirato la mia attenzione.
Come sanno le persone che ci seguono da un po’, siamo fermamente convinte (e sto parlando a nome di tutte e tre) che l’uomo di oggi debba riappropriarsi della responsabilità riguardo la sua nutrizione e quella delle persone che gli sono direttamente o indirettamente affidate, e mi riferisco alle mamme che hanno il prezioso compito di introdurre al cibo i neonati, quando, dopo il sesto mese di vita, passano da un’alimentazione a base di latte, preferibilmente materno…, a una alimentazione varia e diversificata.
Beautiful Day: the day after…
Reduci dal Beautiful Day, stiamo preparando, come promesso, il mini-manuale da scaricare con le ricette del pranzo di ieri.
Il lavoro si presenta più lungo del previsto; o forse le 45 ore lavorate negli ultimi 3 giorni, contro le 7 dormite, mi hanno un po’ annebbiato la mente! E’ due ore che tento di impaginare il ricettario ma non concludo niente… Non demordo però e, senza dare false illusioni, spero proprio che per domani sera possa essere scaricabile. Intanto mando un abbraccio a tutti i partecipanti del corso ringraziando ognuno di voi per l’accoglienza festosa e sorridente che ci avete riservato e per il feddback entusiata sul pranzo. E’ stato molto bello cucinare per voi!!
Cercando un centro tra le montagne russe delle emozioni…
Che giornate intense quelle che stiamo vivendo!
Ci sono momenti in cui il giorno sembra non finire mai… a volte… altre invece sembra breve, troppo breve per contenere tutte le cose che ci sono da fare.
Ho come la sensazione che la mia testa non abbia spazio a sufficienza per ricordare tutte le informazioni che mi vengono in mente e l’unica cura alla nebbia cefalica è la mia mitica agendina moleskine.
In certi momenti, all’improvviso, vengo colta da un tuffo al cuore, “sapete quello che si presentava a scuola all’udire il proprio cognome fuoriuscire dalla bocca del professore, quando con un dito passato sul registro di classe, decideva di interrogare proprio voi??”. Ecco proprio quello! Arriva perché magari tra i mille pensieri, sempre avvolti dalla nebbia cefalica, ne affiora uno destabilizzante tipo: “siamo sicuri che 24 kg di broccoli basteranno?” oppure “cosa dovevamo ammollare questa notte oltre ai ceci??”. In questi caso scatta repentina la chiamata alle sorelle che in genere, vuoi per compensazione, vuoi perché siamo in tre (e almeno una che ci pensa statisticamente c’è sempre) sanno dare la risposta giusta e far rientrare l’allarme. E così anche il mio cuore smette di battere all’impazzata… per un po’… fino al tuffoal cuore successivo…
Poi ci sono i viaggi in macchina… quelli in cui ti ritrovi stipata in una multipla (e la multipla, a sedili abbassati, è grandina e io sono l’unico essre umano in macchina quindi la stipatura è imputabile a esseri vegetali…) in compagnia di chili e chili di cipollotti, broccoli, carote, finocchi, avena, ceci, limoni, e tanto altro ancora… oppure con al posto del passeggero 50 baguette imponenti che ti fanno quasi soggezione e che ti senti in dovere di legare con la cintura… Questi sono gli attimi che preferisco, perché se riesco a superare il fatto che l’olfatto è spesso sovrastimolato (soprattutto quando trasporti i cipollotti!)
posso assaporare la bellezza del momento presente. Assorta guido e penso alla fortuna di poter passare tanto tempo a cucinare in compagnia delle mie sorelle, delle mie amiche più care, in un luogo pulito, ordinato e confortevole. Spesso in queste giornate trascorse insieme si tocca con mano il sentirsi una squadra, la condivisione stretta delle idee e degli spazi e siamo perfettamente concentrate sul presente. Se si riesce poi a creare un po’ di intimità, magari mentre si puliscono e tagliano le verdure, c’è spazio anche per discorsi importanti, per considerazioni profonde che spaziano oltre la cucina e toccano le nostre esistenze. Ogni giornata riserva un sacco di sorprese… spesso belle e arricchenti. Le emozioni si alternano, più velocemente di come accadrebbe nella routine di tutti i giorni e così nasce un’ennesima opportunità: quella cioè di tenere sempre d’occhio il proprio centro per non perdere quel riferimento interiore che, quando tutto intorno il mondo gira, e anche parecchio veloce, ti fa mantenere l’equilibrio. Alla fine, credo proprio che sia questo il senso di ciò che facciamo: aiutare gli altri a portare consapevolezza dove a nostro avviso serve (come appunto nell’alimentazione) e farlo crescendo, imparando e mettendoci costantemente alla prova… e quella di questa volta, vale a dire cucinare per 400 persone, è proprio una bella grande prova!!
Il potere taumaturgico delle spezie
Stasera è una di quelle sere un po’ fredde, un po’ stanche, un po’ tristi… Capitano ogni tanto, mille cose incompiute che chiamano e nessuna voglia di mettere mano ad alcuna. Siamo in preparazione del Beautiful Day e la circostanza e i tempi che si assottigliano richiederebbero tutta l’energia migliore. Ma così è… stasera l’energia e l’entusiasmo latitano.
Questa mattina ci siamo ritrovate per salutare un amico che è partito per l’ultimo viaggio. Dopo sembrava così superficiale ritrovarci indaffarate a portare avanti i nostri preparativi. La sensazione di essere in scena e non potersi sottrarre dall’andare avanti mi ha accompagnato in questa giornata mesta.

Leggi i commenti